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DESCRIPTION:MOBILITIAMOCI CONTRO IL GOVERNO MELONI\n\n\nPER IL NO SOCIALE!\
	n\n\n\nIl 7 marzo scendiamo in piazza a Ravenna\, il 14 marzo a Roma\,\n\n
	il 22-23 marzo alle urne!\n\nSabato 7 Marzo ore 15:00 Corteo cittadino | D
	arsena\n\nScendiamo in piazza contro un Governo complice dello stato genoc
	ida di Israele\,\nche aumenta le spese militari a discapito delle spese so
	ciali\, che col DDL\nBongiorno dichiara guerra ai diritti delle donne\, ch
	e legittima i fascisti e che\ncoi continui pacchetti sicurezza e il tentat
	ivo di modifica costituzionale\nproposto tramite referendum aumenta la rep
	ressione e prova a farci scivolare\nverso uno stato di Polizia.\n\nIl refe
	rendum costituzionale del 22–23 marzo\, sulla riforma della magistratura\n
	voluta dal governo Meloni\, è una sfida politica e democratica che investe
	\nl’intero Paese. In gioco c’è l’equilibrio tra i poteri dello Stato e\, q
	uindi\, la\ntenuta stessa dei contrappesi che impediscono a un governo di 
	concentrare su di\nsé funzioni e decisioni senza controllo. Quando si inde
	bolisce l’autonomia della\nmagistratura e si altera l’architettura delle g
	aranzie\, si restringono gli spazi\ndi tutela per i cittadini e si apre la
	 strada a una democrazia più povera: meno\ndiritti effettivi\, meno contro
	llo sul potere\, più arbitrio e più disuguaglianza.\n\nPer questo il refer
	endum riguarda anche le libertà politiche e sociali\, il\ndiritto di disse
	ntire e organizzarsi\, e il modello di Paese che si vuole\nimporre: un Pae
	se in cui l’autorità cresce mentre la partecipazione viene\ncompressa.\n\n
	Per questo chiamiamo Ravenna ad aderire al comitato per il No Sociale e a\
	ncostruire\, qui e ora\, una mobilitazione popolare che metta insieme diri
	tti\,\nlavoro\, scuola\, casa\, pace e libertà di dissenso. In una città c
	ome Ravenna\,\ndove convivono porto e logistica\, turismo e servizi\, indu
	strie e lavoro\npubblico\, sappiamo bene cosa significa precarietà\, salar
	i bassi\, ricatti nei\nluoghi di lavoro\, difficoltà abitative e impoverim
	ento dei servizi territoriali.\n\nLo facciamo a partire dalla Darsena\, ch
	e non è solo un luogo ma un simbolo di\ncome si produce valore e di chi ne
	 paga i costi\, arrivando in Piazza del Popolo\,\ncuore istituzionale dell
	a città\, dove vogliamo portare le nostre domande\, le\nnostre rabbie e le
	 nostre proposte.\n\nE la Darsena\, oggi\, è anche il punto da cui riparti
	amo per ribadire una lotta\nche a Ravenna stiamo conducendo con determinaz
	ione: quella contro il passaggio e\nla movimentazione di armi nel porto.No
	n accettiamo che il lavoro e le\ninfrastrutture della città siano trascina
	ti dentro la logica di guerra: il porto\ndeve servire la vita\, i diritti\
	, la sicurezza sociale – non l’economia bellica.\n\nSiamo le persone che i
	n questi mesi hanno riempito le piazze per la Palestina e\ncontro la compl
	icità politica e militare\; siamo chi lavora e vive la precarietà\,\nchi d
	ifende i quartieri e i servizi\, chi nelle scuole e nelle università prova
	 a\ntenere aperti spazi democratici\, chi non accetta che protesta e confl
	itto\nsociale vengano criminalizzati. A Ravenna questo significa anche: di
	fendere il\ndiritto a esistere senza essere schiacciati tra affitti insost
	enibili\, lavori\nintermittenti\, tagli e liste d’attesa\, “decoro” usato 
	come scusa per allontanare\npovertà e marginalità.\n\nVogliamo costruire u
	na mobilitazione cittadina continua\, che passi per il corteo\ndel 7 marzo
	\, converga a Roma il 14 marzo per la Manifestazione nazionale del no\nSoc
	iale\, e culmini alle urne nelle giornate del 22 e 23 marzo. Invitiamo Rav
	enna\na esserci\, con una presenza visibile e collettiva: perché una batta
	glia\ndemocratica non si vince da soli\, e perché i territori contano quan
	do si muovono\ninsieme.
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	><h2>PER IL NO SOCIALE!</h2><p></p><p>Il 7 marzo scendiamo in piazza a Rav
	enna, il 14 marzo a Roma,</p><p>il 22-23 marzo alle urne!</p><p>Sabato 7 M
	arzo ore 15:00 Corteo cittadino | Darsena</p><p>Scendiamo in piazza contro
	 un Governo complice dello stato genocida di Israele, che aumenta le spese
	 militari a discapito delle spese sociali, che col DDL Bongiorno dichiara 
	guerra ai diritti delle donne, che legittima i fascisti e che coi continui
	 pacchetti sicurezza e il tentativo di modifica costituzionale proposto tr
	amite referendum aumenta la repressione e prova a farci scivolare verso un
	o stato di Polizia.</p><p>Il referendum costituzionale del 22–23 marzo, su
	lla riforma della magistratura voluta dal governo Meloni, è una sfida poli
	tica e democratica che investe l’intero Paese. In gioco c’è l’equilibrio t
	ra i poteri dello Stato e, quindi, la tenuta stessa dei contrappesi che im
	pediscono a un governo di concentrare su di sé funzioni e decisioni senza 
	controllo. Quando si indebolisce l’autonomia della magistratura e si alter
	a l’architettura delle garanzie, si restringono gli spazi di tutela per i 
	cittadini e si apre la strada a una democrazia più povera: meno diritti ef
	fettivi, meno controllo sul potere, più arbitrio e più disuguaglianza.</p>
	<p>Per questo il referendum riguarda anche le libertà politiche e sociali,
	 il diritto di dissentire e organizzarsi, e il modello di Paese che si vuo
	le imporre: un Paese in cui l’autorità cresce mentre la partecipazione vie
	ne compressa.</p><p>Per questo chiamiamo Ravenna ad aderire al comitato pe
	r il No Sociale e a costruire, qui e ora, una mobilitazione popolare che m
	etta insieme diritti, lavoro, scuola, casa, pace e libertà di dissenso. In
	 una città come Ravenna, dove convivono porto e logistica, turismo e servi
	zi, industrie e lavoro pubblico, sappiamo bene cosa significa precarietà, 
	salari bassi, ricatti nei luoghi di lavoro, difficoltà abitative e impover
	imento dei servizi territoriali.</p><p>Lo facciamo a partire dalla Darsena
	, che non è solo un luogo ma un simbolo di come si produce valore e di chi
	 ne paga i costi, arrivando in Piazza del Popolo, cuore istituzionale dell
	a città, dove vogliamo portare le nostre domande, le nostre rabbie e le no
	stre proposte.</p><p>E la Darsena, oggi, è anche il punto da cui ripartiam
	o per ribadire una lotta che a Ravenna stiamo conducendo con determinazion
	e: quella contro il passaggio e la movimentazione di armi nel porto.Non ac
	cettiamo che il lavoro e le infrastrutture della città siano trascinati de
	ntro la logica di guerra: il porto deve servire la vita, i diritti, la sic
	urezza sociale – non l’economia bellica.</p><p>Siamo le persone che in que
	sti mesi hanno riempito le piazze per la Palestina e contro la complicità 
	politica e militare; siamo chi lavora e vive la precarietà, chi difende i 
	quartieri e i servizi, chi nelle scuole e nelle università prova a tenere 
	aperti spazi democratici, chi non accetta che protesta e conflitto sociale
	 vengano criminalizzati. A Ravenna questo significa anche: difendere il di
	ritto a esistere senza essere schiacciati tra affitti insostenibili, lavor
	i intermittenti, tagli e liste d’attesa, “decoro” usato come scusa per all
	ontanare povertà e marginalità.</p><p>Vogliamo costruire una mobilitazione
	 cittadina continua, che passi per il corteo del 7 marzo, converga a Roma 
	il 14 marzo per la Manifestazione nazionale del no Sociale, e culmini alle
	 urne nelle giornate del 22 e 23 marzo. Invitiamo Ravenna a esserci, con u
	na presenza visibile e collettiva: perché una battaglia democratica non si
	 vince da soli, e perché i territori contano quando si muovono insieme.</p
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