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SUMMARY:Al molo Dalmazia di Marina di Ravenna\, mentre la Flotilla parte da
	lla Sicilia
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DESCRIPTION:Da Ravenna a San Benedetto del Tronto\, e in tanti altri porti 
	d’Italia\, domenica\n26 aprile\, alle ore 11 ci ritroveremo sui moli per s
	ostenere e salutare la\nFlotilla.\n\nA Ravenna ci troviamo al molo Dalmazi
	a a Marina di Ravenna\, ore 11\, con bandiere\ne striscioni.\n\nIl Coordin
	amento contro il traffico di armi nel porto di Ravenna vuole dare il\nsuo 
	contributo nella costruzione dell’Equipaggio di terra e chiama tutti gli\n
	interessarsi a mobilitarsi e coordinarsi per questo obiettivo.\n\nMolo Dal
	mazia: il luogo è altamente significativo. Da questo lembo di mare\nentran
	o ed escono settimanalmente navi portacontainer Zim e MSC\, dirette ai\npo
	rti di Ashdod e Haifa. Nelle migliaia di container che portano\, ci sono a
	nche\narmi\, dual use e beni che alimentano occupazione e genocidio in Pal
	estina. Il\nporto di Ravenna continua ad essere snodo di traffici di armi 
	e hub del fossile\,\ncon il petrolchimico e il rigassificatore\, segnando 
	il sempre più inestricabile\nlegame tra fossile e guerre. Il tutto mentre 
	le istituzioni (comunali\, doganali\,\nportuali) si trincerano dietro una 
	cappa di silenzio invalicabile.\n\nIl sindaco non risponde alle nostre dom
	ande e non sta facendo nulla per cambiare\nil codice etico della Sapir\, c
	ome promesso pomposamente a settembre. Il fatto\nche non risponda nemmeno 
	alle interrogazioni dei consiglieri della sua stessa\nmaggioranza\, dimost
	ra che pressioni ci sono per non modificare lo status quo.\n\nAnche le dog
	ane hanno alzato una pesante cortina: non vogliono rendere noti i\ndati ag
	gregati dei traffici di armi nel 2025\, perché la loro pubblicazione\ncomp
	orterebbe un “pregiudizio concreto alla sicurezza nazionale\, alla sicurez
	za\npubblica e alle relazioni internazionali dello Stato” e hanno rigettat
	o\nl’accesso generalizzato agli atti. Ma noi non ci arrendiamo e abbiamo f
	atto\nricorso al Tar. La legge 185/90 impone trasparenza sul traffico di a
	rmi. Il 15\nmaggio ci sarà la prima udienza a Bologna e noi siamo pronti\,
	 sostenuti come\nsempre dal grande avvocato Andrea Maestri.\n\nE mentre l’
	esposto contro il traffico di armi dal porto di Ravenna verso Israele\n(fa
	tto a settembre 2025) langue nelle aule della procura\, di contro\, però\,
	\nprocede spedita la denuncia contro i manifestanti che l 28 novembre 2025
	 hanno\nprovato a fermare i container diretti a Israele per poche ore: 34 
	pacifici\nattivisti tra cui ostetriche\, studenti e pensionati sono stati 
	denunciati per\nblocco stradale e rischiano anni di carcere. Criminale è i
	l transito di armi e\nla complicità con Israele non chi pacificamente mani
	festa!\n\nNoi ribadiamo che a ripudiare la guerra al porto di Ravenna\, c’
	eravamo tutti e\ntutte.\n\nAnche per questo scenderemo al modo Dalmazia\, 
	domenica 26 aprile: perché\nnonostante denunce e silenzi pesanti\, nonosta
	nte pressioni e poteri forti\, noi\ncontinuiamo nella nostra attività. Sia
	mo solidali con la Flotilla e chiamiamo\ntutti a sostenerci nella battagli
	a per l’archiviazione delle denunce.\n\nPer restare umani e non rassegnarc
	i al silenzio.\n\nDomenica unisciti a noi. Ore 11 molo Dalmazia..\n\nChi p
	uò esca in mare.\n\nChi resta a terra faccia sentire la propria presenza c
	on sirene\, suoni\,\ncampanacci.\n\nCoordinamento contro il traffico di ar
	mi nel porto di Ravenna
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	 tanti altri porti d’Italia, domenica <strong>26 aprile</strong>, alle <st
	rong>ore 11</strong> ci ritroveremo sui moli per sostenere e salutare la F
	lotilla.</p><p>A Ravenna ci troviamo al molo Dalmazia a Marina di Ravenna,
	 ore 11, con bandiere e striscioni.</p><p>Il Coordinamento contro il traff
	ico di armi nel porto di Ravenna vuole dare il suo contributo nella costru
	zione dell’Equipaggio di terra e chiama tutti gli interessarsi a mobilitar
	si e coordinarsi per questo obiettivo.</p><p><strong>Molo Dalmazia</strong
	>: il luogo è altamente significativo. Da questo lembo di mare entrano ed 
	escono settimanalmente navi portacontainer Zim e MSC, dirette ai porti di 
	Ashdod e Haifa. Nelle migliaia di container che portano, ci sono anche arm
	i, dual use e beni che alimentano occupazione e genocidio in Palestina. Il
	 porto di Ravenna continua ad essere snodo di traffici di armi e hub del f
	ossile, con il petrolchimico e il rigassificatore, segnando il sempre più 
	inestricabile legame tra fossile e guerre. Il tutto mentre le istituzioni 
	(comunali, doganali, portuali) si trincerano dietro una cappa di silenzio 
	invalicabile.</p><p>Il sindaco non risponde alle nostre domande e non sta 
	facendo nulla per cambiare il codice etico della Sapir, come promesso pomp
	osamente a settembre. Il fatto che non risponda nemmeno alle interrogazion
	i dei consiglieri della sua stessa maggioranza, dimostra che pressioni ci 
	sono per non modificare lo status quo.</p><p>Anche le dogane hanno alzato 
	una pesante cortina: non vogliono rendere noti i dati aggregati dei traffi
	ci di armi nel 2025, perché la loro pubblicazione comporterebbe un “pregiu
	dizio concreto alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica e alle re
	lazioni internazionali dello Stato” e hanno rigettato l’accesso generalizz
	ato agli atti. Ma noi non ci arrendiamo e abbiamo fatto ricorso al Tar. La
	 legge 185/90 impone trasparenza sul traffico di armi. Il 15 maggio ci sar
	à la prima udienza a Bologna e noi siamo pronti, sostenuti come sempre dal
	 grande avvocato Andrea Maestri.</p><p>E mentre l’esposto contro il traffi
	co di armi dal porto di Ravenna verso Israele (fatto a settembre 2025) lan
	gue nelle aule della procura, di&nbsp;contro, però, procede spedita la den
	uncia contro i manifestanti che l 28 novembre 2025 hanno provato a fermare
	 i container diretti a Israele per poche ore:&nbsp;34 pacifici attivisti t
	ra cui ostetriche, studenti e pensionati sono stati denunciati per blocco 
	stradale e rischiano anni di carcere. Criminale è il transito di armi e la
	 complicità con Israele non chi pacificamente manifesta!</p><p>Noi ribadia
	mo che a ripudiare la guerra al porto di Ravenna, c’eravamo tutti e tutte.
	</p><p>Anche per questo scenderemo al modo Dalmazia, domenica 26 aprile: p
	erché nonostante denunce e silenzi pesanti, nonostante pressioni e poteri 
	forti, noi continuiamo nella nostra attività. Siamo solidali con la Flotil
	la e chiamiamo tutti a sostenerci nella battaglia per l’archiviazione dell
	e denunce.</p><p>Per restare umani e non rassegnarci al silenzio.</p><p>Do
	menica unisciti a noi. Ore 11 molo Dalmazia..</p><p>Chi può esca in mare.<
	/p><p>Chi resta a terra faccia sentire la propria presenza con sirene, suo
	ni, campanacci.</p><p>Coordinamento contro il traffico di armi nel porto d
	i Ravenna</p>
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